mercoledì 2 marzo 2016

Testo completo taoista: Qing Qing Jing (il Canone della Purezza e della Tranquillità)

Ho tradotto il Qing Qing Jing, non dalla versione cinese ma dalla traduzione di Livia Kohn (libera da copyright), permettendomi di cambiare qualche termine per rendere più comprensibile il testo nella lingua italiana e valutando li dove ne ho visto il bisogno di non affidarmi unicamente alla grande professionalità della Kohn, il testo cinese.
Il Qing Qing Jing 清静经 traducibile come "Canone della Purezza e della Tranquillità", è un testo di fondamentale importanza per la pratica religiosa taoista, infatti esso viene recitato quotidianamente, in special modo dai sacerdoti taoisti della tradizione Quanzhen, la sua importanza la si evince anche dalla sua presenza nel canone taoista con ben otto copie ognuna delle quali presenta piccole differenze. Si ritine sia stato scritto durante la dinastia Tang (618-907 d.C), anche se il testo è attribuito a Lao Jun (Lao zi divinizzato), il suo autore è sconosciuto.


老君曰﹕
Lao Jun Yue :
Lao Jun dice:

大道無形,生育天地。
Da Dao wu xing , sheng yu tian di .
Il Grande Tao non ha forma, dà e mantiene la vita di tutto l'universo

大道無情,運行日月。
Da Dao wu qing . yun xing ri yue
Il Grande Tao non ha sensazioni, regola il corso del sole e della luna

大道無名,長養萬物。
Da Dao wu ming , chang yang wan wu .
Il Grande Tao non ha nome, supporta e nutre tutti gli esseri

吾不知其名,強名曰道。
Wu bu zhi qi ming , qiang ming yue Dao .
Non conosco il suo nome, per questo lo chiamo Tao

夫道者 ﹕
Fu Dao zhe:
Per quanto riguarda il Tao:

有清有濁,有動有靜;
You qing you zhuo , you dong you jing;
Esso è chiaro e torbido, è in movimento ed è fermo

天清地濁,天動地靜;
tian qing di zhuo , tian dong di jing ;
Il Cielo è chiaro e la Terra e torbida, il Cielo si muove, la Terra è ferma

男清女濁,男動女靜
nan qing nü zhuo , nan dong nü jing
L'uomo è chiaro e la donna è torbida, l'uomo è agitato e la donna è tranquilla

降本流末。
jiang ben liu mo .
Discendi fino alla radice fluendo fino alla fine.

而生萬物,
Er sheng wan wu ,
E nasceranno tutti gli esseri


清者濁之源,靜者動之基。
qing zhe zhuo zhi yuan , jing zhe dong zhi ji .
Il puro è la sorgente del torbido, il movimento è la radice del cielo

人能常清靜,天地悉皆歸。
Ren neng chang qing jing , tian di xi jie gui .
Se la gente riesce a restare sempre pura e tranquilla, il Cielo e la Terra ritornano al primordiale

夫人神好清,而情撓之。
Fu ren shen hao qing , er qing nao zhi .
Lo spirito umano ama la purezza, ma i sentimenti lo disturbano.

人心好靜,而慾牽之。
Ren xin hao jing , er yu qian zhi .
La mente umana ama la tranquillità, ma i desideri lo ostacolano.

常能遣其慾,而心自靜。
Chang neng qian qi yu , er xin zi jing .
Se puoi liberarti per sempre dei tuoi desideri, allora la mente potrà essere tranquilla

澄其心,而神自清。
Cheng qi xin , er shen zi qing .
Pulisci la tua mente, e lo spirito sarà puro.

自然六慾不生,三毒消滅。
Zi ran liu yu bu sheng , san du xiao mie .
E spontaneamente i sei desideri non sorgeranno e i tre veleni verranno distrutti

所以不能者,謂心未澄者,
Suo yi bu neng zhe , wei xin wei cheng zhe ,
Se non puoi fare questo, non hai ancora purificato la tua mente

慾未遣也。
yu wei qian ye .
E i tuoi desideri non sono ancora dissipati.

能遣之者﹕
Neng qian zhi zhe :
Se puoi abbandonare i desideri :

內觀於心,心無其心;
nei guan qi xin , xin wu qi xin ;
Guardandoti dentro osservando la mente, vedrai che non c'è mente


外觀其形,形無其形;
wai guan qi xing , xing wu qi xing ;
Guardandoti fuori osservando il tuo corpo, vedrai che non hai un corpo

遠觀其物,物無其物。
yuan guan qi wu , wu wu qi wu .
Guardando altre cose osservando da lontano, vedrai che non ci sono altre cose.

三者既悟,唯見於空。
San zhe ji wu , wei jian yu kong .
Una volta che hai sperimentato queste tre cose, osserva il vuoto.

觀空以空,空無所空。
Guan kong yi kong , kong wu suo kong .
Osserva il vuoto con il vuoto e vedrai che non c'è vuoto.

所空既無,無無亦無。
Suo kong ji wu , wu wu yi wu .
Quando anche il vuoto non c'è più, anche la non-esistenza non c'è

無無既無,湛然常寂。
Wu wu ji wu , zhan ran chang ji .
Senza anche l'esistenza del non-essere, sarà profonda e eterna serenità.

寂無所寂,慾豈能生。
Ji wu suo ji , yu qi neng sheng ?
Quando la serenità si dissolve nel nulla, come potranno sorgere desideri?

慾既不生,即是真靜。
Yu ji bu sheng , ji shi zhen jing .
Quando i desideri non sorgono, c'è la vera tranquillità.

真靜應物,真常 得 (?)性。
Zhen jing ying wu , zhen chang de xing .
La vera tranquillità va di pari passo con gli altri esseri, la vera permanenza realizza la natura interiore.

常應常靜﹕常清靜矣。
Chang ying chang jing : chang qing jing yi .
Per sempre andando avanti sarai in tranquillità: Per sempre costantemente puro e tranquillo

如此清靜,漸入真道。
Ru ci qing jing , jian ru zhen Dao .
Così con la purezza e la tranquillità, gradualmente entrerai nel Tao


雖名得道,實無所得。
Sui ming de Dao , shi wu suo de .
Anche se parliamo di “realizzazione”, in realtà non c'è niente da realizzare

為化眾生,名為得道。
Wei hua zhong sheng , ming wei de Dao .
La così detta trasformazione di tutti gli esseri, è ciò che viene chiamato “realizzazione”.

能悟之者,可聖傳道。
Neng wu zhi zhe , ke chuan sheng Dao .
Colui che può comprendere questo, è degno di trasmettere il sublime Tao.

老君曰﹕
Lao Jun yue :
Lao Jun dice
:

上士無爭,下士好爭。
Shang shi wu zheng , xia shi hao zheng .
Il saggio superiore non contende di essere il primo, il saggio inferiore si.

上德不德,下德執德。
Shang De bu De , xia De zhi De .
La suprema virtù non ha virtù, la virtù inferiore si aggrappa alla virtù.

執著之者,不名道德。
Zhi zhuo zhi zhe , bu ming Dao De .
Tutti gli attaccamenti e i legamenti, non hanno nulla a che fare con il De e il Tao

眾生所以不得真道者,
Zhong sheng suo yi bu de zhen Dao zhe ,
La ragione per cui la gente non raggiunge la realizzazione del Tao

為見妄心。
wei jian wang xin .
E' perché hanno delle menti deviate.

既見妄心,即矜其神。
Ji jian wang xin , ji jin qi shen .
Poi la devianza della mente, comporta vanità dello spirito.

既矜其神,即著萬物。
Ji jin qi shen , ji zhuo wan wu.
La vanità dello spirito porta attaccamento per tutte le cose.


既著萬物,即生貪求。
Ji zhuo wan wu , ji sheng tan qiu .
Aggrapparsi alle cose significa avere avidità e desideri.

既生貪求,即是煩惱。
Ji sheng [tan qiu , ji shi fan nao .]
Avidità e desideri significa che ci sono passioni e afflizioni.

煩惱妄想憂苦身心。
Fan nao wang xiang you ku shen xin .
Passioni, afflizioni, devianze e immaginazioni tormentano il corpo e la mente.

便遭濁辱,流浪生死。
Bian zao zhuo ru , liu lang si sheng .
Poi si cade nella torbidità e nel peccato, nella felicità e nella tristezza, nella vita e nella morte.

常沉苦海,永失真道。
Chang chen ku hai , yong shi zhen Dao .
Sempre immersi nel mare della miseria, si è perso per l'eternità il vero Tao.

真常之道,悟者自得。
Zhen chang zhi Dao , wu zhe zi de .
Il Tao della vera permanenza: quelli che lo comprendono lo realizzano naturalmente.

得悟道者,常清靜矣。
De wu Dao zhe , chang [ qin jing yi ] .

Coloro che raggiungono la realizzazione del Tao riposeranno sempre nella purezza e nella tranquillità


domenica 7 febbraio 2016

Le origini dell'organizzazione religiosa taoista: I Tianshi

Dare una data di nascita alla religione taoista non è cosa semplice, molti associano la nascita del taoismo alla vita di Lao Zi che secondo la leggenda tra il IVe III secolo a.C scrisse il Tao te ching, tuttavia nel tempo di Lao Zi così come quello chi Zhuang Zi  esisteva una spiritualità definibile come taoista , ma l'organizzazione religiosa taoista ha origini più recenti.
Per comprendere meglio le origini dell'organizzazione religiosa taoista è bene approfondire la conoscenze delle prime scuole taoiste; la tradizione dei "Maestri Celesti" (Tianshi), la tradizione della "Chiarezza Suprema (Shangqing), e il Lingbao spesso tradotto come "tesoro luminoso" e non bisogna sottovalutare l'influenza che darà al taoismo la tradizione degli immortalisti legata a Ge Hong.
Il movimento dei Maestri Celesti fu fondato da Zhang Tao Ling un proprietario terriero che si dedicò alla
ricerca del Tao, nel 142 d.C ebbe una visione di Lao Zi ed esso gli diede il compito di fare una nuova società nella quale possa regnare l'uguaglianza e la pace. Si creerà uno stato indipendente  che avrà come principale nemico la dinastia Han, questa nuova comunità sarà a stampo politico-religioso ogni organizzazione avrà una forte influenza taoista, verrà istituita la confessione pubblica, e i reati saranno puniti con ritiri forzati, pegni da pagare con opere di bene nei confronti della comunità come la costruzione di strada o di alberghi gratuiti per i viaggiatori, ogni adepto e cittadino possedeva un registro che riportava il suo livello iniziatico e quindi gli esseri spirituali che erano da lui evocabili, ma fungeva anche da documento di stato civile e da talismano di protezione. Molto importanti per questo movimento furono i 3 grandi maestri celesti, cioè Zhang Dao Ling , suo figlio e in particolar modo suo nipote Zhang Lu che scese a patti con il potere e infatti fu sotto la sua direzione che il movimento dei Tianshi fu accettato ufficialmente dal generale Cao Cao nel 215 d.C. Ma la dinastia Han non affrontò soltanto il movimento Tianshi, ma anche un altro movimento con anch'esso una forte ispirazione taoista, il così detto "movimento dei turbanti gialli", anch'esso si diffuse molto, profetizzava l'avvento di una nuova era che sarebbe dovuta arrivare nel 184 d.C e proprio in quel anno la rivolta dei turbanti gialli si concluse in sanguinose battaglie che per poco non riuscirono a portare alla vittoria questo movimento. I Maestri Celesti e il movimento dei turbanti gialli non avevano in comune soltanto il nemico e lo stesso periodo di diffusione ma anche un testo , che segnò l'ideologia di entrambi i movimenti, questo testo si chiamava "Tai Ping Jing" (scrittura della grande pace).
Per quanto riguarda il movimento dei Tianshi è curioso conoscere il rapporto che questi avevano con le credenze popolari cinesi, loro si opponevano con fermezza alle credenze popolari e spesso venivano ritenute
un vero e proprio male per la società e l'individuo, tuttavia essi stessi integrarono molto delle credenze popolari nel loro movimento come ad esempio il rapporto "burocratico" che si ha con le varie divinità tra la gente del popolo. Sembra che tale movimento accettò alcune tradizioni popolari e ne combatté altre che riteneva inaccettabili superstizioni negative.
Il movimento dei Tianshi nasce nel nord della Cina, ma nel IV secolo d.C il territorio dove questo movimento nacque venne invaso da popolazioni straniere e questo provoco una forte migrazione dei Maestri Celesti nel sud della Cina, tale evento lasciò la Cina del nord orfana di questo movimento religioso ed in questo contesto nasce una nuova corrente dei Maestri Celesti, nel tentativo di riformare di nuovo nel nord il movimento taoista, il protagonista della buon riuscita di questo tentativo è Kou Qian-zhi (365- 448). Kou  a seguito di due rivelazioni da lui ricevute da parte di Lao Jun nel 415 e nel 423 fece accettare il taoismo ai governanti del suo territorio, cioè ai Toba della dinastia Wei, al punto che il taoismo divenne religione di stato, questo grazie anche alle credenze religiose dei Toba che erano di tipo sciamanico e quindi, in parte somiglianti a quelle del taoismo, ma anche per le idee di Kou Qian-zhi che su diversi argomenti differivano da quello del movimento dei maestri celesti, che secondo la sua opinione andava sempre più a   deteriorare e contrastò alcune delle pratiche e pensieri dei Tianshi, Kou infatti cercava di distaccarsi dall'idea che il Taoismo fosse legato a movimenti sovversivi nei confronti dello stato , ma voleva invece un taoismo a servizio del popolo e dell'imperatore, inoltre criticò diverse usanze come le pratiche sessuali e l'usanza dell'uso delle tasse per sostenere il movimento.

sabato 5 dicembre 2015

Traduzione passo del Zhuang Zi

Il Zhuang Zi un testo fondamentale per il taoismo, datato nel periodo degli "Stati Combattenti", generalmente si pensa che questo testo si stato scritto dallo stesso maestro Zhuang ma in realtà la versione più antica che conosciamo è un analisi di Kou Xiang. Alcuni capitoli sono stilisticamente chiaramente differenti da altri, infatti si pensa che i primi sette capitoli, detti capitoli interni siano stati scritti dallo stesso maestro Zhuang o da qualcuno vicino a lui o almeno che siano stati scritti nel periodo degli stati combattenti, e gli altri capitoli invece sono stati inseriti durante i secoli a venire e spesso essi sono riadattamenti dei primi sette capitoli.
Nonostante tutte le analisi storiche che si possono fare su questo testo, esso, rimane a mio avviso e non solo il testo mistico d'eccellenza per il taoismo e non solo per esso e ritengo che i capitoli "esterni" del Zhuang Zi meritino altrettanta attenzione di quelli interni.
Ritengo il Zhuang Zi un testo da leggere quotidianamente o almeno più volte nel corso della vita, leggere un tale testo una sola volta a poco senso, infatti, ogni volta che leggo pezzi di questo testo mi sembra di leggerli per la prima volta, pochi giorni fa infatti, aprendo il testo in una pagina a caso, mi sono imbattuto nel capitolo 12 intitolato "cielo e terra" in un particolare punto di esso, nonostante credo abbia letto questo pezzo molte volte mi è sembrato di leggerlo per la prima volta e in esso mi è sembrato di intuire una sintesi essenziale del taoismo mistico che non può essere separato dal pensiero cosmologico e cosmogonico di esso. Ho confrontato questo passaggio con tre versioni differenti quella di Kia-hway, quella di Tommasini  e quella di Wieger e come spesso accade per i testi taoisti presentano innumerevoli differenze, questo è normalissimo, perché spesso i testi taoisti non sono scritti in prosa e per loro stessa natura sembrano volutamente misteriosi. A causa delle differenze tra le varie versioni di questo passaggio , non ostante la mia scarsissima conoscenza del cinese mi sono munito di dizionario e ho letto e tradotto questo passaggio direttamente dal testo cinese valutando ideogramma per ideogramma anche etimologicamente.
Presenterò qui le varie versioni da me confrontate e in più in ultimo inserirò la mia traduzione riportando gli ideogrammi cinesi moderni.

Questa che segue è la versione di Lou Kia Hway
All'inizio era il nulla, il nulla non aveva nome. Di là si produsse l'uno; l'uno fu senza che avesse una forma materiale. Ne nacquero gli esseri: è ciò che viene chiamata la sua virtù. In ciò che non aveva forma si ebbe una distribuzione, alla quale segui un movimento perpetuo che ha nome Destino. Nel corso delle sue trasformazioni sono nati gli esseri. Al suo compimento l'essere creato possiede un corpo organizzato. Questo corpo preserva l'anima.L'anima e il corpo sono soggetti a leggi proprie. È ciò che viene chiamata la natura innata. Chi perfeziona la propria natura ritorna alla virtù originaria. Chi raggiunge la propria virtù primitiva si identifica con l'origine dell'universo e, attraverso quella con il vuoto. Il vuoto è grandezza. È simile all'uccello che canta spontaneamente e si identifica con l'universo. Quando si identifica perfettamente con l'universo, appare ignorante e oscuro. Raggiunge la virtù profonda e si inabissa nell'armonia universale.

Quella che segue è la versione di Tommasini
Nel primo principio era il non-essere, privo di esistenza e di nome, dal quale emerse l'Uno. Vi fu l'Uno , che era informe: le creature vissero perché l'ottennero e ciò fu detta virtù. Nell'informe si creano distinzioni, pur senza separazione , e ciò fu detto mandato. Quella che si muove e s'arresta, che trasmette la vita alle creature e che in essa dà completezza al principio vitale è detta forma. Tanto il corpo che lo spirito ebbero delle norme di comportamento e ciò fu detto natura.
Chi si coltiva nella sua natura ritorna alla virtù, al culmine della quale partecipa al principio. Partecipandovi è vuoto , essendo vuoto è grande. Emette suono secondo la bocca e, ciò facendo , concorda con il Cielo e la Terra. Tale suo concordare è confuso, come se fosse stupido, come se fosse obnubilato; ciò è detto misteriosa virtù, partecipazione alla grande sottomissione.

La versione che segue è quella di Wieger
Nel grande inizio d'ogni cosa, c'era il nulla di forma, l'essere impercepibile; non c'erano esseri sensibili, e di conseguenza non c'erano nomi. Il primo essere fu l'Uno, non sensibile, il Principio. Si chiama te, norma, la virtù [o «rettitudine»] che emana dall'Uno, la quale diede vita a tutti gli esseri.
Moltiplicandosi indefinitamente nei suoi prodotti, tale virtù partecipata, in ciascuno di essi si chiama ming, la sua «dotazione», la sua sorte, il suo destino. La norma dà in tal modo nascita a tutti gli esseri per concentrazione ed espansione alternate. Nell'essere che nasce, certe linee definite specificano la sua forma corporea. In questa forma corporea è rinchiuso il principio vitale.
Ciascun essere ha il suo modo di fare, che costituisce la sua natura propria. In que-sto modo gli esseri discendono dal Principio. Risalgono ad esso mediante la tecnica [me-todologica] taoista che coinvolge la mente e il corpo, e che riconduce la natura indivi-duale alla conformità con la virtù agente universale e l'essere particolare all'unione con il Principio primordiale, il grande Vuoto, il gran Tutto.
Tale ritorno, tale unione, avvengono non mediante un'azione [individuale], ma me-diante una cessazione. Quasi un uccello che, chiudendo il becco, smetta di cantare e si taccia. Fusione silenziosa con il cielo e la terra, in un'assenza d'agire che sembra stupida [solo] a coloro che non la comprendono, ma che in realtà è virtù profonda [esoterica]; comunione con lo sviluppo cosmico.

La versione che segue è la mia, certamente non è buona, le mie conoscenze linguistiche e culturali sono troppo scarse ma ritengo che in qualche modo mi abbia aiutato a capire questo passaggio. Riporto con la traduzione gli ideogrammi cinesi moderni dell'opera stessa, e riporto il significato di ognuno, ovviamente tutti sanno che ogni ideogramma cinese ha più significati e quindi troverete degli stessi ideogrammi con traduzioni differenti a secondo del contesto e alla traduzione che mi è sembrata più appropriata.
                                        grande,                 inizio,                        essere, senza
泰      初       有 无
IL primordiale principio è l'essere-non-essere
senza, essere, senza, nome
  无有 无名
IL NON-ESSERE/ESSERE È SENZA APPELLATIVO
uno, dopo, sorgere
一之所起
DOPO SORSE L'UNO
essere, uno, ma, non, forma
有一而未形
UNO È UN ESSERE MA NON HA UNA FORMA
cose, finalmente in grado di, per mezzo di, nascere
物得以生
DA ESSO ALLORA NACQUERO LE CREATURE
parlare, (particella possessiva), virtù
谓之德
Ciò VIENE DETTO IL SUO “CARISMA”
non,forma, questo, essere, dividere
未形者有分
QUEST' ESSERE SENZA FORMA SCISSÒ
ancora, però, nessun divario tra loro
且然无间
PUR RESTANDO UNITO
per nominare, (particella possessiva), vita
谓之命
QUESTO LO CHIAMO “CREAZIONE”
stop, movimento, dà, vita, cose
留動而生物
AL SUO MOTO E DALLA SU QUIETE NASCONO GLI ESSERI
cose, accrescono, fisiologia
物成生理
GLI ESSERI SI EVOLSERO CON LE FUNZIONI INTERIORI
parlare, (particella possessiva), forma
謂之形
QUESTO LO CHIAMO INIZIO DELLA FORMA
corpo fisico, salvaguardare, spirito
形體保神
IL CORPO CUSTODISCE LO SPIRITO
ciascuno ha, cerimonia, regola
各有儀則
CIASCUNO DI ESSI HA LE PROPRIE LEGGI E FUNZIONI
dire, (particella possessiva), natura
謂之性 
QUESTA LA CHIAMO NATURA INNATA
natura, coltivare, ritornare, virtù
性修反德
CHI COLTIVA LA NATURA INNATA RITORNA AL CARISMA
virtù,arrivare, uguale a, in, principio
德至同於初
CHI ARRIVA AL “CARISMA” SI IDENTIFICA CON IL PRINCIPIO
uguale a, esistenza, vuoto
同乃虛
SI IDENTIFICA CON LA SUSSISTENZA DEL VUOTO
vuoto, esistere, grande
虛乃大
LA SUSSISTENZA DEL VUOTO È AMPIA
congiunto, cinguettio, bocca
合喙鳴
IL SUO PARLARE È CONGIUNTO ALLA BOCCA
CINGUETTIO, PARLARE, CONGIUNTO
喙鳴合
CON IL PARLARE CONGIUNTO ALLA BOCCA
dare, Cielo, Terra, diventare, essere come
與天地為合
OTTIENE D'ESSER CONFORME ALL'UNIVERSO
esso, congiunzione, lungo filo
其合緡緡
COLLEGATO COMPLETAMENTE ALL'UNIVERSO
sembrare, stupido, sembrare, confuso
若愚若昏
SEMBRA STUPIDO E CONFUSO
essere, detto, mistero, virtù
是謂玄德
                   QUESTO È DETTA MISTERIOSA VIRTÙ
insieme, in, grande, sottomettersi
同乎大順
E SI UNISCE ALLA GRANDE CONFORMITÀ







lunedì 16 febbraio 2015

Misticismo : in oriente,in occidente e nella concezione taoista


Cosa vuol dire mistica? difficile trovare una risposta a questa domanda, anche perché una volta data risposta verrebbe da chiedersi chi è un mistico? o perlomeno chi può essere considerato tale.

Certamente la concezione di mistica cambia di significato da oriente a occidente.

In comune hanno il concepire la mistica come qualcosa di difficilmente definibile e raccontabile.

Nella maggior parte dei casi in occidente sentiamo parlare di mistica come un qualcosa di concesso, non indotta da volontà propria, non è qualcosa di ottenuto ma di ricevuto, una grazia, un dono, infatti in ambito cristiano spesso si delega  questo potere a Dio o allo spirito santo.
"Una seduta di yoga non potrà insegnare a un cuore a “sentire” la paternità di Dio, né un corso di spiritualità zen lo renderà più libero di amare. Questo potere ce l’ha solo lo Spirito Santo."
                                                                                                                       Papa Francesco

In oriente invece il misticismo è più una ricerca personale,religiosa, uno sforzo intrapreso per raggiungere una meta, come un determinato stato spirituale personale.

In entrambi i casi si possono distinguere tre fasi del misticismo, presenti sia pur con differenti approcci sia in oriente e sia in occidente, e sono:  La fase "purgante", che corrisponde ad una fase di svuotamento di sé stessi, uno svuotamento dai vecchi concetti, del proprio vecchio sé per arrivare alla seconda fase che è quella "illuminativa" che è l'acquisizione di una nuova identità e di nuovi concetti, al punto di avere difficoltà a riconoscere se stessi, l'altra fase mistica  la si può chiamare di tipo "unitivo" in questa fase l'individuo sente il raggiungimento di un unità , uno stato individuale in cui ci si sente intimamente uniti con la realtà che ci circonda, spesso ci si riferisce alla percezione di questa unità globale con il denominativo di "uno", proprio per sottolineare l'unità di questo stato percettivo della realtà, in cui l'individuo è come dissolto come entità personalizzata e diventa una immagine dell'universo.

Gli adepti del taoismo sono sicuramente dei ricercatori mistici, tuttavia il taoismo non sembra affatto rinnegare la possibilità di una mistica spontanea non nata da sforzi individuali o almeno per quanto riguarda  un principio di misticismo.
Infatti il taoismo prevede una vera e propria pratica per la ricerca mistica che coinvolge l'intero corpo che viene visto come un microcosmo fatto a immagine e somiglianza del macrocosmo e si cerca con la pratica di armonizzare il proprio microcosmo con il macrocosmo, e questo lo si può fare con esercizi che coinvolgono il corpo di stile YANGSHENG (nutrire e proteggere la vita),tecniche di visualizzazione e altri metodi, ma il taoismo prevede anche un ricerca mistica dove la pratica fisica vera e propria non è richiesta, ma si tratta più di una ricerca intellettuale che viene aiutata dalla pratica della tipica meditazione taoista ZHOUWANG (sedersi e dimenticare), entrambi questi due metodi di affrontare la ricerca mistica propria di ogni taoista , a differenza del passato oggigiorno sembrano uniti in una sola pratica sfociata nel NEIDAN (alchimia interiore taoista) .

La mia modestissima opinione è che mistico è chi ha un approccio alla propria ricerca spirituale empirica, si tratta di una ricerca di conoscenza più che di fede, che può solo essere mossa  da una profonda sete spirituale che spinge l'individuo alla ricerca di sé stesso e della verità ultima e credo che lo sforzo nella ricerca sia necessario e inevitabile , ma quella sete di conoscenza può forse essere mossa da cause non sempre legate alla nostra volontà.



domenica 10 agosto 2014

 
 
Nel mondo del cambiamento molteplici vicissitudini disturbano e agitano il cuore, e nulla è certo. Io, riggetto le tentazioni esteriori e seguo la Via Vera, il Tao. Per quelli che procedono su questa via, è sufficiente vivere sotto alberi alti, o in caverne isolate per poter restare in pace con soddisfazione; ma per altri, sebbene l'impero sia la loro casa, e l'intera popolazione sia loro soggetta... e li serva, pure ciò non è sufficiente a soddisfarli. Coloro che riescono a pervenire a una condizione, che è oltre la gioia, non saranno mai senza gioia, perché giungeranno a una condizione di beatitudine, che è la gioia nella sua forma suprema.
                                                   (Huai-Nan-Tzu)

martedì 15 luglio 2014

Un taoista parla della povertà

"La povertà! nessuno che abbia mai visto le facce dei poveri contadini costretti a vendere i propri figli o a guardarli morire di fame può pensare con leggerezza alla povertà. Noi taoisti non vediamo virtù nella povertà, ma crediamo che il segreto della felicità stia nel imparare ad avere pochi desideri. Una casa semplice, dei vestiti per adattarsi al cambio delle stagioni, del cibo genuino e abbastanza saporito per tentare l'appetito; ecco tutto ciò che serve per una vita tranquilla. Se gli uomini si accontentassero a non volere altro, ci sarebbe così tanto da dividere con gli altri che la povertà assoluta diverrebbe rara, Uno dei mali orrendi della società in cui viviamo è la guerra contro la semplicità combattuta dagli agenti finanziari , dai fondatori di società commerciali, dai pubblicitari e da tutti coloro che deliberatamente creano una successione di nuovi desideri senza fine in modo che la gente passi la vita sforzandosi di avere nuove ricchezze. Non fa meraviglia che Lao-tze abbia raccomandato ai governanti di scoraggiare la produzione di oggetti di lusso insegnando che la perdita porta il guadagno e il troppo di ogni cosa, la confusione".
                                 (queste sono parole di un monaco taoista tratto da "oltre gli dei" di John Blofeld)

domenica 25 novembre 2012

Ernesto Cardenal


Tutte le cose si amano. Tutta la natura è protesa verso un tu

Tutti gli esseri viventi sono in comunione. Gli uni 

con gli altri. Il fenomeno del mimetismo affratella tutte le 

piante, gli animali e le cose: ci sono insetti che imitano i 

fiori e fiori che imitano gli insetti, animali che imitano l'acqua 

o le rocce o la sabbia del deserto o la neve o i 

boschi o gli altri animali. E tutti gli esseri vivi si amano o si 

mangiano gli uni con gli altri e tutti sono uniti gli uni 

agli altri in questo vasto processo della nascita. Nella natura 

tutto è mutamento, trasformazione, e cambiamento 

di alcune cose in altre, e tutto è abbraccio, carezza e bacio.